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IL MUSEO
 
E`  nato da un’idea di Salvatore Noia approvata dal padre Ludovico Noia e dai fratelli Francesco e Renato.
Salvatore nei primi mesi del 2004, dopo aver visitato i locali di un vecchio frantoio, situato nel centro storico di Trebisacce, ha subito avuto l’ispirazione del museo. Entusiasmato dall’idea, ha lanciato la proposta al padre ed ai fratelli  che hanno subito approvato. 
 
Purtroppo, in data 17 luglio 2004 per un banale incidente domestico, il padre ha riportato un trauma cranico con emorragia interna. Trasportato con urgenza in elicottero, presso l’Ospedale Civile di Cosenza, è stato sottoposto ad un difficile intervento chirurgico ma dopo due giorni di coma è deceduto. I medici della rianimazione hanno chiesto il consenso all’espianto delle cornee. Sguardo d’intesa, immediato assenso da parte dei figli, sicuri che il caro genitore, data la sua grande generosità, avrebbe fatto la stessa cosa. Quindi il paradosso: da ipovedente quasi cieco a causa di una retinopatia (anche lui sperava in un trapianto di retina, cosa attualmente non possibile) ha dato la “vista” ad un cieco con la donazione di una cornea.
 
Ludovico Noia è stato il primo donatore trebisaccese (adulto) di organi, questo è un onore per i familiari e per i trebisaccesi: un esempio da seguire per cercare di salvare o di migliorare la vita di tante altre persone.
Trebisacce settembre 2005
 
Logo del Museo dell`arte olearia Noia
 



INTITOLAZIONE
 
 
 
Tutti lo ricordano per l’intenso lavoro profuso e la cordialità mostrata nel gestire l’Albergo Noia. E’ stato anche ex emigrato in Germania,Francia e Svizzera. Al ritorno intuì l’importanza che Trebisacce stava assumendo nel settore turistico e della ricettività e si attivò con grande slancio, convinto del successo della sua scelta nel settore alberghiero.
Sebbene non iscritto ad alcuna associazione, operava nel sociale con discrezione e sottigliezza, senza far mai pesare il suo intervento. Particolare attenzione ha mostrato verso i soggetti diversamente abili: era un punto di riferimento per tante, tantissime persone. 
Uomo determinato, fermo nelle sue idee ma di una bontà al di fuori del comune.
Dopo il tragico evento  i figli hanno subito cercato di realizzare il vecchio progetto acquistando l’immobile con tutte le attrezzature del frantoio, intitolandogli il Museo che è così diventato
 
« Museo dell’Arte Olearia e della Cultura Contadina
“Ludovico Noia” dei fratelli Noia ».

I fratelli Noia, nel marzo 2005 hanno fondato una associazione Onlus denominata “A.O.P.C.A. Ludovico Noia”.
L’atto è registrato presso l’Ufficio delle Entrate- sezione di Amendolara.
All’Associazione hanno consegnato, in comodato d’uso gratuito, l’immobile destinato a struttura museale, le attrezzature e gli oggetti presenti.


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